lunedì 26 dicembre 2011
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L'assenza dell'assenzio (Andrea G. Pincketts)
venerdì 21 ottobre 2011
Los lunes al sol
lunedì 17 ottobre 2011
The Big Bang Theory, l'elasticità and me
La Wikipedia definisce così il concetto fisico di elasticità: “l’elasticità è la proprietà di un materiale di deformarsi sotto l'azione di uno stato di sollecitazione imposto (per esempio, a causa di forze esterne applicate) ma di riacquistare poi la sua forma originale al venir meno della causa sollecitante. L'elasticità riguarda sia i materiali solidi che i fluidi.
A partire dalla configurazione naturale di riposo, l'elasticità rappresenta solo la fase iniziale del comportamento di un materiale, per un valore limitato del livello di sollecitazione. Ogni materiale presenta infatti una soglia di sollecitazioni, detta limite di elasticità, al di sopra della quale cessa di esibire un comportamento elastico e manifesta fenomeni anelastici (plasticità, rottura, ecc.). Nel caso dei materiali duttili, il limite elastico è associato alla tensione di snervamento, nel caso di materiali fragili, il limite elastico è associato alla rottura del materiale”.
Non so perché non mi piacesse la fisica al liceo, contiene grandissime verità! Cerchiamo di vedere se e come si può applicare questo concetto alle persone (un po’ stile The Big Bang Theory).
L’elasticità è la proprietà di un materiale una persona di piegarsi sotto l'azione di uno stato di deformarsisollecitazione pressione imposto (per esempio, a causa di forze esterne applicate, come l’amore [nda]) ma di riacquistare poi la sua forma originale al venir meno della causa sollecitante dell’amore stesso. L'elasticità riguarda sia i materiali solidi che i fluidi uomini che donne.
A partire dalla configurazione naturale di riposo singlitudine, l'elasticità rappresenta solo la fase iniziale del comportamento di un materiale una persona, per un valore limitato del livello di sollecitazione pressione. Ogni materiale persona presenta infatti una soglia di sollecitazioni pressioni, detta limite di elasticità, al di sopra della quale cessa di esibire un comportamento elastico piegarsi e manifesta fenomeni anelastici una certa rigidità (plasticità, rottura, ecc. rinsavimento,sano esercizio della libertà). Nel caso dei materiali delle persone duttili, il limite elastico è associato alla tensione di snervamento, nel caso di materiali persone fragili, il limite elastico è associato alla rottura del materiale.
Da tutto ciò deduco che sono un materiale duttile (in fondo l’avevo sempre saputo) che è arrivato al limite della tensione di snervamento.
Anche se era scritto nelle leggi della fisica... mi dispiace.
giovedì 4 agosto 2011
Por todos los silencios del mundo

SAUDADE
Agarrarse el dedo con una puerta duele.
Golpearse la cara contra el piso, duele.
Torcerse el tobillo, duele.
Una bofetada, un puntapié, duelen.
Duele golpearse la cabeza con el borde de la mesa,
duele morderse la lengua, una carie y piedras en los riñones también duelen.
Pero lo que más duele es la saudade.
Saudade de un hermano que vive lejos.
Saudade de una cascada de la infancia.
Saudade del gusto de una fruta que no se encuentra más.
Saudade del papá que murió, del amigo imaginario que nunca existió...
Saudade de una ciudad.
Saudade de nosotros mismos, cuando vemos que el tiempo no nos perdona. Duelen todas estas saudades.
Pero la saudade que más duele es la saudade de quien se ama.
Saudade de la piel, del olor, de los besos. Saudade de la presencia, y hasta de la ausencia consentida.
Tú podías quedarte en la sala, y ella en el cuarto, sin verse, pero sabiéndose ahí.
Tú podías ir para el dentista y ella para la facultad, pero se sabían allí.
Tú podías pasar el día sin verla, ella el día sin verte, pero sabían del día de mañana.
Pero cuando el amor de uno acaba, o se torna menor, al otro le sobra una saudade que nadie sabe como detener.
Saudade es básicamente no saber. No saber más si ella continúa sufriendo en ambientes fríos.
No saber si él continúa sin afeitarse por causa de aquella alergia.
No saber si ella todavía usa aquella mini.
No saber si él fue a la consulta con el médico como prometió.
No saber si ella se alimentó bien últimamente por causa de esa manía de estar siempre ocupada.
Si él estuvo yendo a las clases de inglés, si aprendió a entrar en la Internet y encontrar la página del Diario Oficial.
Si ella aprendió a estacionar entre dos coches.
Si él continúa prefiriendo la cerveza oscura. Si ella continúa prefiriendo jugo de naranja.
Si él continua sonriendo con aquellos ojitos apretados...
Si ella sigue bailando de aquella forma enloquecedora... Si él continua cantando tan bien.
Si ella continua detestando Mc Donald's.
Si él continua amando. Si ella sigue llorando hasta en las comidas. Saudade realmente es no saber!
No saber que hacer con los días que son más largos, no saber como encontrar tareas que detengan el pensamiento,
no saber como frenar las lágrimas al escuchar esa música, no saber como vencer el dolor de un silencio...
Saudade es no querer saber si ella está con otro, y al mismo tiempo querer. Es no saber si él está feliz, y al mismo tiempo preguntar a todos los amigos por eso...
Es no querer saber si él está más flaco, si ella está más linda.
Saudade es nunca más saber de quien se ama, y mismo así doler.
Saudade es esto que sentí mientras estaba escribiendo y lo que tú, probablemente, estés sintiendo ahora después de leer...
"En alguna otra vida, debemos haber hecho algo muy grave para sentir tanta saudade...".
Por Miguel Falabella
sabato 25 giugno 2011
Di fantasmi e ingiustizie

Essere vittima di una comparazione non piace a nessuno. Ma attenzione: non tutte le comparazioni sono uguali. Incredibilmente, alcune sono più rompine di altre.
Immagina di essere uno dei termini di paragone, ovviamente contro la tua volontà. Ora, immagina che l'altro termine sia un fantasma, una figura mistificata sottratta ad un passato miticizzato e atemporale. Qual è il risultato? Te lo dico io: una battaglia persa. E tanta amarezza.
Nella mia storia personale recente, è la moda di questa primavera-estate, a quanto pare. C'è chi ti compara con il fantasma della persona che sei stata. E poi c'è chi che ti mette in competizione con il fantasma di qualcun altro, qualcuno del suo passato.
In entrambi i casi, è un'ingiustizia: non è una lotta ad armi pari. Il fantasma -che sia il fantasma di te o quello di un'altra persona- finisce per vincere sempre. Perché del passato ricordiamo solo la parte migliore: chi si ricorda più dei litigi, dei difetti, delle penurie, degli errori, delle lacune?
Contro un fantasma del passato non puoi fare niente: sarà sempre più di te. Puoi smuovere montagne, essere candidata al premio Nobel per la Pazienza, vincere il premio di crocerossina dell'anno o essere la reincarnazione di Buddha, e la persona che hai di fianco non lo vedrà.
Per tanto, a queste persone, dico lo stesso: che cosa li può aiutare? Oltre a un bell'arrivederci da parte della sottoscritta, consiglio loro che il passato possa restare come passato, onorato dal nostro sguardo benevolo e con il pieno rispetto per quello che si è vissuto, per come si è vissuto e per quelli che l'hanno vissuto.
E non guasterebbe che guardassero al presente con un pizzico di allegria e -soprattutto- molta gratitudine.
Quanto sono Buddha oggi.
mercoledì 13 aprile 2011
lunedì 7 febbraio 2011
Filosofia della quotidianità

lunedì 26 luglio 2010
Lunedì
Arrivi al lavoro trafelata con i consueti 20 minuti di ritardo, lavori senza sosta fino al pomeriggio, ti precipiti a fare qualche commissione urgente, fai la spesa per le prossime due settimane, parli al telefono fino a prosciugarti…
Ti fermi un attimo. E’ il primo di tutta la giornata.
Il sole fuori è ancora splendido, fa un caldo tremendo, decisamente è arrivata l’estate.
Ciononostante, un’improvvisa tristezza ti invade, quella repentina sensazione che ti manchi la terra sotto i piedi. Il motivo si nasconde nelle viscere dell’anima, sai dov’è, ma per un’irriducibile codardia non lo vuoi scovare.
Finalmente dai una risposta all’irrimediabile malinconia, anche se sai perfettamente che non è la verità: è lunedì.
